a cura di L. Mangone – Azienda USL-IRCCS Reggio Emilia

L’incidenza dei tumori in Italia viene monitorata dalla costante attività dei Registri Tumori [1]. Ogni anno in Italia si registrano circa 376.000 nuove diagnosi di tumore maligno: mammella, colon-retto e polmone sono le neoplasie più frequenti nelle donne; prostata, polmone e colon-retto sono le sedi più frequenti negli uomini (Figura 1). Per la maggior parte dei tumori i tassi di incidenza sono in progressiva diminuzione; risultano in aumento, in entrambi i sessi, melanomi (per un maggiore esposizione a raggi ultravioletti) e tumori del pancreas. Tra le donne continua ad aumentare l’incidenza del tumore del polmone (in gran parte legata al fumo) e aumenta il tumore della mammella, presumibilmente per la maggiore estensione degli screening oncologici su tutto il territorio nazionale e in alcune regioni per l’ampliamento della popolazione target (non più 50-69 anni ma 45-74 anni).

Figura 1

Ma le cose sono cambiate. Lo scoppio della pandemia a livello mondiale ha drammaticamente cambiato le nostre vite e l’impatto di questo fenomeno sulle nuove diagnosi di tumore non si è fatto attendere. Il primo lavoro, pubblicato da Liang [2] evidenziava l’impatto dell’infezione SARS-CoV-2 sui pazienti con tumore in Cina: in particolare il ricovero presso le Terapie Intensive e i decessi erano più elevati nei pazienti con tumore, soprattutto se questo era stato diagnosticato in anni recenti. In seguito sono stati pubblicati diversi lavori sull’argomento e sull’impatto dell’infezione sulle nuove diagnosi di tumore. Un lavoro italiano [3] ha evidenziato che durante il lockdown (marzo-maggio 2020) si è registrata una riduzione del 45% di nuove diagnosi di tumore, confrontate con gli stessi mesi del 2018-19. In particolare il calo riguardava tumori cutanei e melanomi (-57%), colon-retto (-47%), prostata (-45%) e vescica (-44%). Un successivo lavoro ha valutato l’impatto che il lockdown (e la sospensione degli screening) ha avuto sulle nuove diagnosi di tumore [4] evidenziando un calo delle nuove diagnosi del 35% rispetto all’anno precedente (Figura 2). In particolare si è riscontrata una riduzione del 35% dei tumori della mammella, del 32% dei tumori della prostata e del 53% dei tumori del colon-retto.

Figura 2

Stessa attenzione è stata riservata anche in Italia allo studio dell’associazione tra infezione SARS e diagnosi di tumore. Un lavoro in Veneto [5] ha confermato che i pazienti con tumore hanno una maggiore possibilità di essere ospedalizzati e di morire per Covid-19 rispetto alla popolazione generale: in particolare per i tumori del polmone, della mammella e per i tumori ematologici. Risultati simili sono stati osservati in uno studio di popolazione a Reggio Emilia [6] che ha confermato l’eccesso di rischio nei pazienti con tumore rispetto alla popolazione generale [OR 1.45, 95%CI 1.12-1.89]. Il rischio aumenta in presenza di metastasi e se il paziente ha avuto una diagnosi di tumore da meno di 2 anni, ed è più elevato per i tumori ematologici (escluso linfoma), melanomi e tumori degli organi genitali femminili.

Poiché sull’argomento è seguita nei mesi successivi molta letteratura scientifica (quasi 6500 articoli nel 2020 e oltre 2600 nel 2021 indicizzati in PubMed), é importante leggere questi lavori in maniera attenta e con buona impostazione critica, basandosi solo sulle evidenze. Gli ultimi studi pubblicati in Italia hanno confermato che tra i 900.000 morti per Covid-19, circa il 16.5% era rappresentato da pazienti con tumore [7], e che pertanto sono necessari sforzi ulteriori per assicurare accesso alle cure ai pazienti con cancro. Occorre dare priorità agli interventi necessari limitando il più possibile di esporre i pazienti fragili a rischi inutili. Stessi risultati per uno studio pubblicato da Garassino [8] sui tumori della cavità toracica (polmone, pleura, timo) indicando che i fumatori hanno un rischio aggiuntivo di morte e da Bogani [9] sui tumori ginecologici.

Per finire…tre riflessioni.

La prima, riguarda i confini geografici. L’infezione SARS-CoV-2 ci ha insegnato che non esistono confini per la diffusione del virus: allo stesso modo per la lotta contro i tumori solo un approccio globale (oltre i confini regionali e nazionali) può essere efficace, se non per eradicare, almeno per contenere la malattia oncologica. Misure di prevenzione primaria e secondaria e approcci diagnostici e terapeutici devono essere garantiti per tutti i cittadini e non solo per quelli che vivono in paesi sviluppati e privilegiati. Le differenze di incidenza nei paesi del mondo sono ancora troppo alte e alcuni casi di tumori di decessi potrebbero essere facilmente evitabili. (Figura 3-fonte GLOBOCAN).

Figura 3a
Figura 3b

La seconda riflessione riguarda i professionisti. La lotta contro il virus vede impegnati professionisti a 360 gradi che a vario titolo sono impegnati nella macchina organizzativa per combattere il Covid-19. Allo stesso modo, la lotta al cancro richiede l’intervento dei medici e operatori sanitari ma anche di tutti i professionisti impegnati nella sanità pubblica, tecnici ed ingegneri in grado di sviluppare macchine che ci permettono di individuare lesioni sempre più piccole…senza dimenticare il coinvolgimento delle Associazioni dei pazienti e dei cittadini tutti che possono spingere per un cambiamento culturale nella lotta contro il cancro.

La terza riflessione riguarda i dati. Con questa pandemia i dati sono fondamentali per capire dove stiamo andando: numero di contagi, numero di tamponi eseguiti, accessi nelle terapie intensive e purtroppo numero di decessi. Anche per i tumori l’aggiornamento dell’incidenza ci racconta se le misure di prevenzione primaria sono efficaci e il monitoraggio della sopravvivenza ci spiega l’efficacia della diagnosi precoce e delle cure disponibili. Il dato di prevalenza ci racconta infine che oggi in Italia oltre 3.600.000 persone sono vive con un pregressa diagnosi di tumore.

Dare voce a questi numeri è il modo migliore per onorare lo sforzo di quanti sono impegnati oggi nella lotta contro il cancro e per ricordare chi invece non ce l’ha fatta.

Bibliografia

[1]I numeri del cancro in Italia 2020, a cura di AIOM, AIRTUM, SIAPEC-IAP. Intermedia editore, Settembre 2020.

[2] Liang W, Guan W, Chen R, Wang W, Li J, Xu K, Li C, Ai O, Lu W, Liang H, Li S, He J. Cancer patients in SARS-CoV-2 infection: a nationwide analysis in China.Lancet Oncol. 2020   Mar;21(3):335-337. doi: 10.1016/S1470-2045(20)30096-6. Epub 2020 Feb 14.PMID:32066541

[3] Ferrara G, De Vincentiis L, Ambrosini-Spaltro A, et al. Cancer diagnostic delay in northern and central Italy during the 2020 lockdown due to the coronavirus disease 2019 pandemic [published online September 30, 2020]. Am J Clin Pathol.

[4] Mangone L, Giorgi Rossi P, Grilli R, Pinto C. Lockdown Measures Negatively Impacted Cancer Care. 2021 Mar 15;155(4):615-616. doi: 10.1093/ajcp/aqaa243.

[5] Rugge M, Zorzi M, Guzzinati S. SARS-CoV-2 infection in the Italian Veneto region: adverse outcomes in patients with cancer. Nat Cancer 2020; 1: 784–788.

[6] Mangone L, Gioia F, Mancuso P,  Bisceglia I, Ottone M, Massimo Vicentini, et al. Cumulative COVID-19 incidence, mortality, and prognosis in cancer survivors: a population-based study in Reggio Emilia, Northern Italy. (under revision on IJC)

[7] Trapani D, Marra A, Curigliano G. The experience on coronavirus disease 2019 and cancer from an oncology hub institution in Milan, Lombardy Region. Eur J Cancer 2020 Jun; 132:199-206. doi: 10.1016/j.ejca.2020.04.017. Epub 2020 Apr 29.

[8] Garassino MC, Whisenant JG, Huang LC, Trama A, Torri V, Agustoni F, et al. COVID-19 in patients with thoracic malignancies (TERAVOLT): first results of an international, registry-based, cohort study. Lancet Oncol. 2020 Jul;21(7):914-922. doi: 10.1016/S1470-2045(20)30314-4. Epub 2020 Jun 12.

[9] Bogani G, Ditto A, Bosio S, Brusadelli C, Raspagliesi F. Cancer patients affected by COVID-19: Experience from Milan, Lombardy. Gynecol Oncol. 2020 Aug;158(2):262-265. doi: 10.1016/j.ygyno.2020.06.161. Epub 2020 Jun 10.

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13° Rapporto - Capitolo 10

I tumori al tempo del Covid-19