a cura di V. Donato e M. Venezia – AIRO; S. Cinieri – AIOM

Abstract del capitolo:

La Telemedicina è definita nelle Linee di indirizzo nazionali del Ministero della Salute del 2014 come “una modalità di erogazione di servizi di assistenza sanitaria, tramite il ricorso a tecnologie innovative, in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente (o due professionisti) non si trovano nella stessa località.

Rappresenta quindi un’integrazione alle prestazioni sanitarie tradizionali, basate sull’incontro diretto tra il medico ed il paziente, che si è rivelata fondamentale per la gestione pandemica dei pazienti più fragili e suscettibili all’infezione, come quelli onco-ematologici. Ovviamente, non tutte le situazioni cliniche sono gestibili a distanza: la somministrazione per via endovenosa di un trattamento sistemico, le sedute di radioterapia, gli interventi chirurgici di asportazione del tumore primitivo o di suoi secondarismi, non possono essere gestiti in modo alternativo né posticipati nel tempo, pena la compromissione della prognosi già complessa di questi

Pazienti. Pur nella consapevolezza che il contatto telematico non può e non vuole sostituire l’incontro tra medico e paziente, questo strumento ha consentito, fin dai primi mesi della pandemia, visite di controllo di pazienti in follow up o in terapia domiciliare e la discussione degli esami di laboratorio e strumentali. Tuttavia, la gestione di questi contatti, si basava sulla buona volontà del singolo, sottolineando la necessità che indicazioni chiare sulla struttura e l’applicazione della telemedicina, arrivassero dagli enti preposti. Un decisivo passo in questa direzione è stato compiuto il 17 dicembre 2020 con l’approvazione del documento, predisposto dal Ministero della Salute, contenente le “Indicazioni nazionali per l’erogazione delle prestazioni in telemedicina”, che modifica e aggiorna le linee di indirizzo del 2014 precedentemente citate. La discussione sulla telemedicina, tuttavia, oggi non può prescindere dalla discussione sul PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’insieme di investimenti e riforme relative ai progetti di digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, si pone come obiettivo la modernizzazione digitale delle infrastrutture di comunicazione del Paese, nella Pubblica Amministrazione e nel suo sistema produttivo. In questo contesto, la telemedicina riceve una significativa attenzione ed altrettanti finanziamenti, ma perché il suo processo di attuazione sia efficace, è necessario che specifiche e diverse figure professionali vi siano coinvolte attivamente. È inutile disporre di una tecnologia che non si sa come far funzionare o come utilizzare.

È assai probabile che le strutture sanitarie debbano appoggiarsi a società esterne specializzate nei diversi aspetti tecnologici, normativi, gestionali ed applicativi, per implementare i servizi di telemedicina Le disparità territoriali sono un problema significativo nel nostro Paese, e l’attenzione nella creazione di un sistema di telemedicina che sia ugualmente accessibile e dello stesso valore clinico per ogni struttura sanitaria, è di primaria importanza per i pazienti.

L’insieme complesso di opportunità e difficoltà che l’attuazione dei servizi di telemedicina mette in luce nell’ambito nel nostro sistema sanitario nazionale, descrive un progetto tanto ambizioso quanto necessario. In questa fase, il compito dei medici specialisti è quello di vigilare affinché siano fornite chiare indicazioni circa l’attuazione dei servizi di telemedicina. I criteri di erogazione, la rimborsabilità, le tempistiche, gli strumenti, ogni aspetto di un sistema tanto delicato deve essere regolamentato in maniera chiara e deve risultare applicabile ad ogni struttura sanitaria che dimostri di possedere i requisiti per fornire questi servizi.

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14° Rapporto - Capitolo 6

Telemedicina: le potenzialità nella medicina territoriale per i pazienti affetti da cancro