a cura di FAVO, Cittadinanzattiva, Consiglio Nazionale dei Giovani, Fondazione Umberto Veronesi, IncontraDonna Onlus, ThinkYoung

Abstract del capitolo:

Da anni l’HPV rappresenta un serio problema di sanità pubblica. Con la pandemia le criticità si sono ulteriormente amplificate e l’interruzione di molti servizi sanitari ha causato un allarmante ritardo nelle attività di prevenzione primaria e secondaria.

Secondo i dati del Ministero della Salute, aggiornati al 31 dicembre 2020, solo il 30,32% delle ragazze undicenni è stato vaccinato, contro il 41,6% dell’anno precedente. Le percentuali che riguardano i ragazzi sono ancora più impietose, segnalando che nella coorte 2008 degli undicenni solo il 24,17% ha ricevuto il ciclo completo, contro il 32,25% dell’anno precedente. Se consideriamo solo le ultime due coorti di adolescenti esaminati nelle rilevazioni ministeriali (nati nel 2007 e 2008), i non vaccinati ammontano a 310.264 ragazze e 496.652 ragazzi per un totale di 806.916 adolescenti privi di copertura e a rischio di sviluppare lesioni pre-cancerose, se non addirittura tumori da papillomavirus.

In Italia sono stati fissati da tempo obiettivi chiari nella lotta contro i tumori HPV-correlati. Il Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019, attualmente in fase di aggiornamento presso il Ministero, fissa infatti come traguardo la vaccinazione del 95% dei maschi e delle femmine eleggibili. Con l’emergenza sanitaria questo obiettivo appare ancora più lontano di prima, soprattutto considerando che nessuna Regione italiana, neppure tra le più virtuose, taglia il traguardo prefissato.

L’articolo evidenzia come servano sforzi maggiori per tornare su un sentiero virtuoso e poter conseguire gli obiettivi che sono stati fissati anche a livello internazionale e che dovrebbero culminare con l’eliminazione del cancro alla cervice uterina entro il 2030, come stabilito dall’OMS. Per tale ragione, un gruppo di sei associazioni (Fondazione Umberto Veronesi, Consiglio Nazionale GiovanDa anni l’HPV rappresenta un serio problema di sanità pubblica. Con la pandemia le criticità si sono ulteriormente amplificate e l’interruzione di molti servizi sanitari ha causato un allarmante ritardo nelle attività di prevenzione primaria e secondaria. Secondo i dati del Ministero della Salute, aggiornati al 31 dicembre 2020, solo il 30,32% delle ragazze undicenni è stato vaccinato, contro il 41,6% dell’anno precedente. Le percentuali che riguardano i ragazzi sono ancora più impietose, segnalando che nella coorte 2008 degli undicenni solo il 24,17% ha ricevuto il ciclo completo, contro il 32,25% dell’anno precedente. Se consideriamo solo le ultime due coorti di adolescenti esaminati nelle rilevazioni ministeriali (nati nel 2007 e 2008), i non vaccinati ammontano a 310.264 ragazze e 496.652 ragazzi per un totale di 806.916 adolescenti privi di copertura e a rischio di sviluppare lesioni pre-cancerose, se non addirittura tumori da papillomavirus.

In Italia sono stati fissati da tempo obiettivi chiari nella lotta contro i tumori HPV-correlati. Il Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019, attualmente in fase di aggiornamento presso il Ministero, fissa infatti come traguardo la vaccinazione del 95% dei maschi e delle femmine eleggibili. Con l’emergenza sanitaria questo obiettivo appare ancora più lontano di prima, soprattutto considerando che nessuna Regione italiana, neppure tra le più virtuose, taglia il traguardo prefissato.

L’articolo evidenzia come servano sforzi maggiori per tornare su un sentiero virtuoso e poter conseguire gli obiettivi che sono stati fissati anche a livello internazionale e che dovrebbero culminare con l’eliminazione del cancro alla cervice uterina entro il 2030, come stabilito dall’OMS. Per tale ragione, un gruppo di sei associazioni (Fondazione Umberto Veronesi, Consiglio Nazionale Giovani, Cittadinanzattiva, la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), ThinkYoung e Incontradonna), consapevoli dell’urgenza, hanno redatto il Manifesto per l’eliminazione dei tumori correlati al papillomavirus, con il quale chiedono alle istituzioni di mettere in campo iniziative per recuperare le prestazioni perdute e sensibilizzare in particolar modo giovani e famiglie sull’importanza della vaccinazione.

Il Manifesto, che le associazioni aderenti concepiscono come guida per l’implementazione di misure concrete, suggerisce una serie di azioni che comprendono:

  • Adozione di atti di politica sanitaria a livello nazionale concordati con le Regioni, per potenziare e rendere i servizi di prevenzione vaccinale e screening più accessibili;
  • Attivazione di campagne di informazione ed engagement sulla prevenzione dei tumori da HPV attraverso programmi di sensibilizzazione nelle scuole primarie e secondarie e prevedendo il coinvolgimento di medici (in particolare MMG e PLS) e operatori sanitari;
  • Promozione dei programmi di prevenzione primaria e secondaria in un contesto di prossimità territoriale;
  • Monitoraggio dei livelli di copertura vaccinale e screening attraverso strumenti digitali almeno semestrale;
  • Approvazione di un Piano oncologico straordinario, con il coinvolgimento dei decisori politici, delle associazioni pazienti e delle società scientifiche, che punti al recupero delle prestazioni perse.

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14° Rapporto - Capitolo 15

Prevenzione dei tumori HPV-correlati: un quadro di insieme