6. Percorsi ospedalieri del paziente oncologico critico

a cura di A. Garofalo – SICO, Paola Varese – F.A.V.O.

Abstract del capitolo:

Il cancro in fase avanzata è ancora considerato dai più una malattia non curabile, a prognosi infausta a breve, per la quale il ricovero ospedaliero è ritenuto inappropriato. In situazioni d’urgenza, in carenza di spazi e risorse umane negli ospedali, i malati metastatici con un evento imprevisto sovrapposto, spesso non riescono a trovare risposte in Reparti di trattamento delle acuzie di pertinenza. Non tutto ciò che succede a un malato oncologico è tuttavia cancro correlato. Eppure, nell’immaginario collettivo e anche nelle organizzazioni sanitarie, il cancro viene considerato l’unica variabile, spesso motivo di preclusione all’accesso in terapia intensiva.

La diagnosi di cancro e le implicazioni dei trattamenti antineoplastici separano nettamente questi malati da tutti gli altri e le caratteristiche peculiari dei loro quadri clinici acuti sottolineano il bisogno di un approccio condiviso e strutturato a questi pazienti che rappresenta il 5.7% della popolazione italiana con 390.700 nuovi casi nel 2022 (I numeri del Cancro, AIOM, AIRTUM).

Il problema si pone anche dal punto di vista amministrativo nel caso di ricoveri osservazionali di monitoraggio evolutivo clinico, ad esempio in Oncologia o in Chirurgia, disincentivati dal sistema dei DRG che li classifica come inappropriati, con ovvie ricadute sulle analisi di performance delle Unità Operative da parte dei Controlli di Gestione. Il quadro diventa ancora più complesso quando, come spesso accade, ci si trova a dover decidere su un ricovero in terapia intensiva o in rianimazione.

Come da sempre FAVO sostiene, si tratta di dare “la risposta giusta al paziente giusto nel momento giusto”. Questo lo si può ottenere promuovendo le sinergie, la condivisione delle conoscenze, le modalità organizzative, la formazione, la comunicazione tra specialisti ospedalieri ma anche del territorio. Molti malati accedono al PS/DEA perché pensano o davvero non trovano risposte efficaci a domicilio. L’attivo coinvolgimento delle professioni sanitarie sarà la strategia vincente per rendere il sistema sostenibile nel prossimo futuro. La sostenibilità del sistema passa anche attraverso una capacità di delega sapiente, un’efficace e onesta comunicazione, una formazione alla relazione che porti sempre di più alla creazione di una squadra di cura multidisciplinare e multiprofessionale che sappia sostenere e accompagnare il malato e la sua famiglia, ma talvolta anche gli stessi operatori, a scelte consapevoli in tutte le fasi di malattia.

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15° Rapporto - Capitolo 6

Percorsi ospedalieri del paziente oncologico critico